Ottopagine Benevento

Direttore Editoriale Lucia Vigorito

Attualità

 Share This Page
Attualità

Bocciatura per le zone franche

Articolo di Cristiano Vella

– «Così come sono ora, le zone franche sono inutili». E’ un pensiero unanime quello che trapela dall’auditorium del seminario arciviscovile, in occasione dell’incontro organizzato dalla Fondazione Professioni e Sviluppo, per parlare appunto di zone franche. Ottopagine, parlando col presidente della fondazione, Pellegrino Minicozzi, aveva già messo in luce la poca efficacia dei contributi a pioggia e del regime de minimis. Impressioni confermate oggi anche dal primo cittadino di Benevento, Fausto Pepe e persino da quella che può essere considerata la “genitrice” delle zone franche urbane, la professoressa Paola Coppola. Dunque, l’interrogativo posto da Pellegrino Minicozzi, master of cerimonies per l’occasione, è «Le zone franche sono una chimera o un’opportunità?». Secondo Fausto Pepe: «Le zone franche sono nate nel 2009, per dare sviluppo. Certo è che oltre agli undici milioni di euro per Benevento ci dovrebbe essere un accompagnamento da parte della Regione». Minicozzi, a tal punto ha riflettuto: «I contributi a pioggia fanno solo male, illudono gli imprenditori». E a questo punto anche da parte del presidente della Fondazione Professioni e Sviluppo arriva la richiesta: «Servirebbero altre risorse da parte della Regione». La professoressa Coppola poi ha spiegato: «A breve partiranno i bandi Questa idea in Francia è stato un successo. Qui, senza una scrematura, sarà difficile che le zone franche urbane siano davvero efficaci». Infatti, pochissimi saranno i contributi che andranno alle imprese, facendo un rapido calcolo, e dividendo 11 milioni di euro tra oltre un migliaio di imprese. Chi rifletteva durante la pausa caffè, infatti, scuoteva la testa: «Qui siamo in presenza di un contributo, assurdo parlare di zone franche». Tra i molti commercialisti presenti si discuteva di come la notizia abbia creato aspettative nel mondo delle piccole imprese, con diversi proprietari di attività che palesavano la loro volontà di volersi trasferire nelle zone di rione Libertà e rione Ferrovia, le due zone franche, appunto. Un’idea da evitare assolutamente, perché allo stato, con i contributi da distribuire tra tutte le aziende ( «persino tra gli shampisti a domicilio» ha attaccato la professoressa Coppola, sarebbe folle trasferirsi per qualche migliaio di euro. Infatti sembra ci siano tutte le intenzioni da parte del sindaco Pepe di organizzare un incontro con Caldoro per discutere in merito.

© Riproduzione Riservata – Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione della fonte corretta www.ottopagine.net

Lascia un Commento